La sostenibilità

Quest’anno, per la prima volta, abbiamo scelto di realizzare un report di sostenibilità. Nel video, la Presidente di EMERGENCY, Rossella Miccio, ne presenta le ragioni e i contenuti[1].

Il nostro lavoro è reso possibile da centinaia di migliaia di persone che credono in quello facciamo e scelgono di partecipare e sostenerci per poter fare sempre di più. Questo report ha l’obiettivo di fornire ai nostri compagni di viaggio un ulteriore strumento trasparente di verifica delle attività che realizziamo ogni giorno grazie al loro contributo.

In tutti i Paesi in cui operiamo, promuoviamo e mettiamo in pratica un modello di sanità sostenibile.

Crediamo in un’idea semplice: che essere curati sia un diritto umano fondamentale e che, come tale, debba essere riconosciuto a ciascun individuo.

Realizziamo e gestiamo progetti di lungo periodo, affinché un giorno il nostro lavoro possa diventare inutile. Il nostro scopo è far sì che le autorità locali possano continuare, anche senza la nostra presenza, a gestire le strutture sanitarie e a garantire il modello di cura che abbiamo costruito insieme nel tempo. Promuovere la sostenibilità in campo sanitario nei Paesi in via di Sviluppo vuol dire lavorare in maniera continuativa al fianco delle comunità locali per costruire competenza e capacità tecniche, ma anche per fare in modo che i governi si assumano la responsabilità di tutelare la salute dei propri cittadini allocando le necessarie risorse economiche e promuovendo modelli e tecnologie rispettosi dell’ambiente.

Per questo, coinvolgiamo le autorità locali fin dalle fasi di avvio di un nuovo progetto. Insieme al governo e ai ministeri competenti definiamo le priorità dell’intervento sanitario sulla base dei bisogni riscontrati e stabiliamo i reciproci impegni. In questo modo, veniamo riconosciuti dal Paese nel quale operiamo per la qualità del lavoro e tuteliamo sicurezza al nostro staff. Allo stesso tempo, chiediamo alle autorità locali di impegnarsi a mettere a disposizione risorse umane e, quando possibile, anche risorse economiche, per fornire cure di qualità e gratuite e facilitare la futura presa in carico della struttura stessa.

La formazione del personale locale e il mantenimento di standard clinici di qualità sono elementi fondamentali e imprescindibili. In tutti i progetti, lo staff internazionale si impegna per trasferire allo staff nazionale competenze professionali di alto livello e un approccio basato sulla condivisione di una pratica quotidiana del diritto alla cura.
Per questo motivo, chiediamo il supporto e il riconoscimento dei percorsi di training dedicati al personale sanitario locale da parte del governo o dei ministeri competenti.

Sono oltre 2.800 gli operatori locali che lavorano ogni anno nei nostri ospedali e rappresentano circa l’85% del totale del personale impegnato nei progetti. Rispettando le normative nazionali in materia di lavoro, proponiamo allo staff nazionale salari che garantiscano uno standard di vita dignitoso, rispettosi dell’equilibrio economico e sociale del contesto in cui operiamo con l’obiettivo di non creare diseconomie di scala che possano avere un effetto negativo sulle comunità locali.

Sostenibilità ambientale[2]

Nel Centro chirurgico e pediatrico di Goderich, in Sierra Leone, tutto il materiale a rischio d’infezione proveniente dai reparti e dalle sale operatorie viene triturato e sterilizzato in autoclavi prima di abbandonare l’ospedale. Particolare attenzione viene data ai cosiddetti taglienti che vengono raccolti in appositi contenitori prima di essere decontaminati e smaltiti.

Il Centro di maternità di Anabah, nella Valle del Panshir in Afghanistan, sorge in un’area priva di fornitura elettrica quindi l’ospedale è alimentato 24/24h da tre gruppi elettrogeni in rotazione. La centrale è stata concepita con un sistema di cogenerazione che permette di sfruttare il calore altrimenti disperso dai gruppi elettrogeni per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento.

La nuova sede di Milano, CASA EMERGENCY, è provvista di un sistema geotermico con due pompe di calore di tipo a condensazione con circuito idronico di prelievo di acqua di falda come fonte energetica tramite due pozzi di presa. Questo sistema di raffrescamento/riscaldamento ci permette di sfruttare al meglio l’energia disponibile per il condizionamento della struttura e la produzione di acqua calda sanitaria.

Un’aliquota dell’acqua di falda estratta, viene dirottata in una vasca di contenimento per l’alimentazione delle cassette dei vasi all’interno dei servizi igienici e irrigazione dei giardini.

Inoltre, CASA EMERGENCY è dotata di un sistema di gestione domotica che permette un notevole risparmio energetico grazie alla programmazione degli impianti elettrici e meccanici.

Grazie ai sistemi e impianti installati e grazie ai materiali e infissi utilizzati che ci permettono di contenere il dispendio di energia, CASA EMERGENCY è stata certificata in Classe energetica B.

 

Sostenibilità sociale

Le attività umanitarie di EMERGENCY all’estero e in Italia si basano sempre su rapporti con le autorità locali.[3] Lo scopo di EMERGENCY infatti, non è quello di sostituirsi ai doveri dei governi nazionali, bensì di lavorare in collaborazione e in sinergia con essi nel promuovere e rafforzare il Sistema sanitario del Paese.

Per questa ragione, in ogni Paese in cui operiamo, siamo registrati ufficialmente come ONG.

Con l’avvio di un progetto all’estero, stipuliamo con le autorità nazionali competenti (di norma il Ministero della salute) un Memorandum of Understanding (MoU): un documento ufficiale che definisce il mandato dell’Associazione nel Paese, i ruoli e le responsabilità reciproche e i termini di collaborazione tra le due parti. Vengono inoltre sottoscritti MoU specifici con i Ministeri competenti o direttamente con le scuole di specializzazione locali, laddove presenti, al fine di riconoscere i percorsi formativi che EMERGENCY garantisce al suo staff medico e infermieristico.

Altri documenti (ad esempio technical agreement) vengono stipulati a seconda del Paese in cui operiamo e al fine di rispettare le leggi nazionali. Dialoghi e accordi vengono inoltre sostenuti con diversi rappresentanti della società civile, ad esempio i community elders (comitato degli anziani) in Afghanistan, i popular committee (comitati popolari) in Sudan o le ONG locali.

EMERGENCY si impegna ad agire nel rispetto dell’apparato normativo e legislativo del Paese che lo ospita. Lo staff di EMERGENCY è particolarmente attento a rispettare i codici e le normative su lavoro, tasse e importazioni, quando esistenti.

Anche in Italia EMERGENCY lavora in stretta collaborazione con le autorità locali. In particolare, per regolamentare i termini della partnership e le attività dell’Associazione, vengono siglati protocolli di intesa con le Aziende Sanitarie Locali (ASL).
A seconda del contesto territoriale e della tipologia di intervento, vengono siglati protocolli con le Regioni, i Comuni di competenza o le Prefetture locali.

I costi delle prestazioni sanitarie erogate sono interamente a carico di EMERGENCY: non è previsto alcun tipo di rimborso a carico dei fondi pubblici.

Come per i progetti esteri, anche in Italia l’obiettivo non è quello di sostituirsi al Sistema sanitario nazionale (SSN), bensì di orientare il paziente all’interno dello stesso favorendone l’inserimento.